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...poche stelle di carta, il tuo cielo ecco qua...

Ogni parola su questo blog l'ho scritta per i tuoi occhi.

Ho seminato, perchè li raccogliessi, i miei versi come piccoli fiori.

Prima di andare lasciami qualcosa che parli di te:

un segno, un saluto, un fiore, un'impronta sulla neve...

 

 

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Sloopingescribió:
Il tuo blog è davvero una figata!!!Bacioni
19 Julio

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18 abril

Grazie

E' gioia o dolore?
Entusiamo, paura, passione, angoscia, sorpresa, eccitazione...tutte le cose si fondono e si confondono. L'universo è imploso e non esistono più punti di riferimento da usare come alibi, nè convinzioni a cui appellarsi, nè maschere o punti mascherabili.
 
In piedi al centro di tutto rimane solo l'essenza. E batte i pugni, adesso.
 
E' il momento in cui i compromessi, le mezze verità, i ripieghi, la routine, le responsabilità e le abitudini cedono il passo a qualcosa di antico e possente. Tutto ciò che
è accessorio si annulla, scompare, si fa da parte. E non per una scelta razionale ma per l'impossibilità che questo non avvenga. Perchè è la natura delle cose, perchè è la mia natura. Posso ripetermi quanto voglio - ma lo voglio poi davvero? - che presto la percezione amplificata delle cose si attenuerà e senza accorgermene sarà tutto come prima.
 
Come quando?
 
Quando vaneggiavo di saper concepire un senso di appartenenza, senza mai rendermi conto che dentro di mè quello stesso senso di appartenenza era ad uno stadio molto più avanzato. Quando a me stessa dicevo quanto fosse affascinante la condizione di una slave, non soffermandomi affatto sull'aspetto meramente materiale della cosa, ma intravedendo un diverso livello di intendere e vivere le cose, così totale e irreversibile.
Un così totale senso di smarrimento non credevo fosse possibile per me, non credevo di avere la capacità di perdermi, di abbandonarmi, di donarmi in maniera proporzionale al mio desiderio di farlo. E questa non corrispondenza mi faceva soffrire.
 
Alzati! E tutto cambia. Ride.
 
Sto in piedi e non mi sono chiesta il perchè. Sto in piedi come se fosse la prima cosa naturale che faccio nella vita. Sto in piedi e rido, sto in piedi e mi sento morire, sto in piedi e mi tremano le gambe. Mi mancano ancora le parole, ma non ne sento la mancanza, di nuovo quel silenzio lo vorrei perfetto ed indimenticabile. Brava. E poi un premio.
 
In ginocchio!
 
Sulle ginocchia piango, per il sollievo e per la gioia. Vorrei trovare la forza di parlare, ma stavolta prevale l'emozione. Il silenzio perfetto proprio ora che vorrei gridare!
Lo grida comunque ogni cellula del mio corpo, lo grida ogni battito del mio cuore. E batte, batte, più forte. Lo grida anche il mio silenzio, ma tu vuoi andare fino in fondo.
 
E' notte, non abbastanza per interrompere questa sessione.
 
Chiedimi che cosa sei, se vuoi saperlo. E mi poni la domanda che vuoi che io ripeta. La voce mi trema e non la sto modulando. Questo tu lo sai. Mi tremano anche tutti i muscoli del corpo, mi sento nuda e indifesa, ma so che non potrebbe essere altrimenti.
 
Quando ho perso il controllo? non riesco a focalizzare un momento, forse perchè mentre ti scrivevo mi ero già messa nelle tue mani. Ancora mi sembra impossibile che accada proprio a me tutto questo e vorrei solo fermare il tempo, solo fermare il tempo. E piangere, piangere fino a esaurire ogni singola goccia d'acqua del mio corpo, piangere per queste sensazioni che si sono fuse insieme in qualcosa di sconcertante e nuovo.

Dal più profondo della mia (?) anima, ti ringrazio Padrone.
17 abril

Quei miei silenzi

 

E' notte. Non abbastanza fonda da scoraggiare il dialogo.

E' una voce bellissima quella che parla. E parla. Dice. Il primo minuto è tutto stupore, ma per la prima volta nella vita non provo nessun imbarazzo. E' come se conoscessi già questo tipo di inflessione, l'accento, il modo che ha di disseminare le pause tra una parola e l'altra, tra un concetto e un altro, la risata, il silenzio.

Io so chi sono, ma per un attimo la sua linea di pensiero fa tremare la mia stanza.

La paura non è mai stata un freno inibitorio, per me. Ne ho sempre subito il fascino invece; come un piccolo motore a reazione mi ha spinta ad agire nei momenti in cui mancavo di coraggio. Sembra un controsenso, ma se mi guardo indietro vedo chiaramente che è così.

Adesso, per un istante, ho paura. Non so bene di cosa, e come sempre rimango senza parole. E' una sensazione che amo, quando mi trovo di fronte a qualcosa di maestoso e sconosciuto, è una sensazione che non baratterei con niente altro al mondo. Paura forse è un termine forzato, direi che si tratta di timore reverenziale. Le parole si coagulano lungo la giugulare, formando un nodo che mi attanaglia il fiato, mi si svuota la mente di tutto. Vorrei che il silenzio fosse perfetto. Vorrei che l'ultimo treno non passasse, che i miei gatti in amore smettessero i loro lamenti gutturali, vorrei che cessasse anche il mio respiro. Se tutti i suoni scomparissero improvvisamente non rimarrebbe che la voce che mi parla e potrei sospenderla in un momento perfetto, uno di quegli attimi che richiamare alla memoria è come tessere una lode alla vita. Desidero questo silenzio perfetto che vorrei essere capace di ricreare per immortalare solo l'impronta della sua voce con tutta me stessa.

L'attimo si conclude nel momento stesso in cui, dall'altro lato dell'universo bipolare che è l'unico che esiste per me in questo momento, questo silenzio viene frainteso o forse capito ma non condiviso. Oppure il mio interlocutore me ne vuole consciamente privare. Le mie parole risalgono a galla come fiori morti, mescolandosi senza una precisa logica, o con una logica incoerente che non saprei spiegare. Vorrei soltanto ascoltare, come se nulla esistesse a parte ciò che dice. Vorrei non dovere spezzare l'incanto della meraviglia. Ma non è per me che tutto questo sconvolgente potere si scatena, non è per il mio cuore che pure a lungo ha atteso un impatto così forte, non per le mie mani che non tremano per non spostare l'aria. Tutto questo inimitabile splendore, nella sua forma tanto accecante da intontire, forse non lo meriterei nemmeno. Ma detto tra di noi, davvero non mi importa. E' qui adesso e vorrei solo stare immobile al suo cospetto. Se solo me lo permettesse!

I minuti a volte scorrono veloci come frecce. Mai come questi minuti, mai come stanotte. Forse mi sbaglierò su tante cose ma...

Io so chi sono, ed ho desiderato di annullare tutto ciò che sono per quell' eterno istante.

16 abril

Il cuore caldo di neve

 
Ho scelto un nome per me stessa; ho battezzato la mia anima per riconoscerla più mia.
Nei giorni che precedettero l'evento meditai a lungo. Per definire me stessa, i miei alti e bassi, le mie colline, le mie valli e tutti i miei crateri, le grotte azzurre e gli strapiombi, le alture dove si rincorre l'eco, volevo una parola bianca ed abbagliante.
Una parola facile da ricordare, una che non si rimuove mai completamente.
Una di cui sentire la mancanza per lunghi mesi caldi e ritrovare dappertutto negli inverni freddi.
Volevo una parola che raccontasse insieme la purezza e la sensualità del mio essere donna, che rappresentasse i miei giochi di luce ed ombra e tutte le sfumature delle ore dei giorni e delle mie notti. Una parola, solo una, che sapesse raccontare della fragilità e della durezza del mio animo, di certi antri segreti dove manca l'aria e so che scapperesti, se solo non fossero così meravigliosamente nuovi e non avessi quella curiosità che hai di conoscere le cose ed imparare ad amarle.
Romeo&Giulietta mi ha insegnato che un nome è solo un nome, non cambia l'essenza delle cose, nè la rappresenta. Ne parlavamo ieri, il liguaggio è convenzione, la realtà un accordo. Eppure ho scelto un nome per me stessa, desiderando che un paio d'occhi leggessero la mia anima come un libro, vedendo in una sola parola tutto ciò che sono.
Tu hai guardato dritto verso la nudità della mia essenza, ieri notte. Mi hai raccolta ed osservata con l'attenzione che si dedica alle cose interessanti ed inaspettate. A quelle che, d'impatto e per caratteristiche, ci sembrano irrinunciabilmente da conoscere.
 
Ora che leggi mi hai appena sfiorata ed intuisci appena la complessità della struttura di tutti quei cristalli che mi porto dentro. 
Ti ho detto che entrerai nella mia anima ed io non alzerò barriere, se lo vuoi.
-Sei pronto per il lungo viaggio che ti attende?-
 
Rifletti: se all'inizio al tatto è fredda, quanto potrà bruciare, quando lo avrai raggiunto, il cuore caldo della neve?
 
 
*°#...immagine...
 
Ti vidi entrare, mentre le nebbie ritiravano l'abbraccio. Ho freddo - pensai - ma cominciavo a sciogliermi. Forse perchè, quando non te lo aspetti e d' improvviso si avvicinano dei passi, il primo istinto è sempre quello di guardare. Non mi voltai, comunque, perchè quella carezza sul selciato mi parve di conoscerla da sempre. Sulle ginocchia, da dove guardo il mondo, chinai la testa per gridare "ti ho riconosciuto" eppure stetti muta, perchè alle volte sono fronzoli persino le parole. Sentivo sulla schiena lo sguardo attento che leggeva tra le righe quello che non avrei voluto dirti ancora. Stendi la mano, se vuoi mi prenderai fino all'ultimo respiro. 
 
 
03 marzo

BASTA!

Sai che succede amica mia?
C’è chi ora prova a portar via
Sogni giovani che il tempo cullerà,
Pieni di libertà
Gente che resta e che va via
Colpa di un uomo o della democrazia?
Dai peccati Madre Guerra assolverà
Chi la venererà!
C’è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire “basta!”?
C’è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
Sai che succede amica mia?
Quella che oggi è una bugia
L’indomani per qualcuno evolverà
E sarà verità
C’è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire “basta!”?
C’è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C’è qualcuno là
Nell’immensità
Della terra?
C’è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
Quante pietre da scagliare
Tiene in serbo, generale,
Il suo esercito di frode ed empatia?
Quante sono le persone
Che in nome del Signore
Finiranno nella cenere?
C’è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire “basta!”?
C’è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C’è qualcuno là
Nell’immensità
Della terra?
C’è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
C’è qualcuno là?

29 febrero

Impressioni di Sirena

 

Nella mia teca come una sirena
hai labbra di conchiglia
e mi sussurri il mare.

Bestia marina, poesia abissale 
issato all’alberomaestro
il cuore è quasi vela.

-Gonfiami di richiami-

Il primo bacio, d’assestamento
nero di seppia gli occhi
e scosse, come spasmi.

-Canta sorriso pianto-  

Il cielo è lido di mongolfiere  
e roccaforte d’alabastro
la bolla in cui ristai.

Nella mia teca come una sirena
pigmento verde di medusa
ridi di tossiche bugie.

28 febrero

...

 

ReStO          cOsì,

ImMoBiLe    E      mUtA

aDoRo   PeNsArE   cHe   ViVi

nEgLi   UlTiMi   IsTaNtI

m'  AcCoRgO  cHe

AnCoRa AmO

tE

Poche parole quando è notte e tu mi stai lontano.

- a Christian -

Poche parole, perchè
la sensazione che ho di
te, per me, da sola
basta a tramontare stelle
quando solo la respiro.

Eppure sei, così lontano,
diverso dai disegni che
facevo da bambina, nel
tracciare un cuore sei
simmetrico all’estremo.

Può darsi che a noi spetti,
come alle parallele, di
poter all’infinito toccarci
un giorno, quando nemmeno
avremo più occhi per vederlo.

Può darsi che noi due, stanchi
e perplessi, e non avendo
un posto per dormire, saremo
l’uno all’altra tetto e casa,
e in un abbraccio quasi protezione.

Eppure sento, così vicino,
che sei più simile al progetto
della donna, se tutto ha un tempo
anche per stringersi la mano e
non ci sono venti incalcolabili.


Poche parole, per non rischiare
di finire, come le allodole sui rami
a confessarsi primavere, a spergiurare
arcobaleni e notti bianche, e lune
e concerti di grilli e cicale.

27 febrero

Ancora sulla poesia...

 

Lascia che ti spieghi cos'è per me la poesia, giacchè non ha niente a che vedere con te o con me. Nè con il fatto che per caso condividiamo qualche momento. La poesia è sopra tutte le cose e dentro, e fuori: è dappertutto. E' prima e dopo, e durante. C'è sempre stata mente non c'eri tu, nè io, nè noi. Perciò tranquillo, non ti spaventare, le cose che scrivo vivono di vita propria. Sono autonome di fare e disfare, disegnare ad acquerello e ad olio, su carta o tela. E persino con il fiato sopra i vetri.

Se tu non esistessi, esisterebbero comunque le parole. E ti avrei comunque scritto. La poesia non ha tempo, nè spazio, nè forma. Ma è tutte le cose di tutti i tempi, la coniugazione universale di tutte le lingue, la parte che completa le canzoni, la veste meno informe della musica.

Ed io scrivo perchè sono, scrivo perchè vivo, scrivo perchè provo piacere a leggere e perchè so che qualcun altro leggerà provando piacere. E' tutto molto egoistico, se vuoi. Tutto molto personale.

E' fare l'amore con il mondo, con la lingua, con me stessa. E' amare la vita sopra ogni cosa, anche quando la prenderesti a calci. E' scrivere lo spettacolo del mondo che tutti si volteranno a guardare. Senza mezze misure, nel modo chiassoso che ho di dire le cose, di viverle, di amarle.

Io ti uso, come tutte le cose, per sfamare la mia anima insaziabile. E ti userei comunque se non ne fossi cosciente, ti userei in mille declinazioni, in inglese, in francese, in spagnolo. Nella penombra e nell'umidità del sesso, così come nel vociare insistente della più squallida routine, senza nemmeno desiderare di toccarti o di guardarti di lontano.

Tu non puoi farci niente. Perciò sorridi, non è l'Amore che mi spinge, se è questo che ti preoccupava. E' la curiosità di conoscere tutto, di vivere tutto, di non lasciare niente in sospeso, di indagare gli altri e vedere con i loro occhi, annusare con il loro naso, dormire al buio dei loro incubi o nel verde dei loro sogni. Perciò mi capirai se trovo affascinante la tua vasta prateria.

Potrei raccogliere i gessetti e andare a disegnare su altro asfalto nuove icone, nemmeno te ne accorgeresti, se vuoi che sia così. Ed io mi abisserei senza rumore.

Che sai di me, se non le poche cose che ti ho detto e che ancora si avvicinano al niente?!

Ora che sono permalosa, questo si.

26 febrero

Lacrime per Francesco e Salvatore

 

Lacrime dalla terra, lacrime dalla notte. Una pioggerella triste è tutto quello che mi resta. Perchè stasera ho perso le parole, perchè stasera non ho voglia di sognare; perchè ho sognato mille volte di essere madre ed oggi tremo di dolore.

Come un pugno di anni fa, quando la terra si portò via per sempre tutti gli angeli da quel paese a cui ora mancano le risa dei bambini. Oggi a Gravina, in fondo al pozzo, scompaiono di nuovo quelle risa.

Ciccio e Tore hanno tremato e pianto, di paura e freddo. Tutti i bambini temono il buio. Quanto è durata la loro notte? Dov'era Dio mentre morivano di fame e sete, mentre si succhiavano il dito, mentre gridavano e nessuno li sentiva...dov'era Dio?

Forse la mano invisibile che gli ha chiuso gli occhi prima che potessero comprendere che nessuna madre, nè padre, nè zio, nè maestra di scuola o catechista, nè parroco o sacrestano li avrebbero sottratti alle fauci del buio e del freddo, ed infine la morte.

Stanotte piango per voi, per questa sciagura senza senso. Per la tragedia di sapere le vostre vite così brutalmente interrotte.

Non ho parole, davvero, soltrano lacrime per Francesco e Salvatore.