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February 29 Impressioni di Sirena
Nella mia teca come una sirena Bestia marina, poesia abissale -Gonfiami di richiami- Il primo bacio, d’assestamento -Canta sorriso pianto- Il cielo è lido di mongolfiere Nella mia teca come una sirena February 28 ...
ReStO cOsì, ImMoBiLe E mUtA aDoRo PeNsArE cHe ViVi nEgLi UlTiMi IsTaNtI m' AcCoRgO cHe AnCoRa AmO tE Poche parole quando è notte e tu mi stai lontano.- a Christian - Poche parole, perchè Eppure sei, così lontano, Può darsi che a noi spetti, Può darsi che noi due, stanchi Eppure sento, così vicino,
February 27 Ancora sulla poesia...
Lascia che ti spieghi cos'è per me la poesia, giacchè non ha niente a che vedere con te o con me. Nè con il fatto che per caso condividiamo qualche momento. La poesia è sopra tutte le cose e dentro, e fuori: è dappertutto. E' prima e dopo, e durante. C'è sempre stata mente non c'eri tu, nè io, nè noi. Perciò tranquillo, non ti spaventare, le cose che scrivo vivono di vita propria. Sono autonome di fare e disfare, disegnare ad acquerello e ad olio, su carta o tela. E persino con il fiato sopra i vetri. Se tu non esistessi, esisterebbero comunque le parole. E ti avrei comunque scritto. La poesia non ha tempo, nè spazio, nè forma. Ma è tutte le cose di tutti i tempi, la coniugazione universale di tutte le lingue, la parte che completa le canzoni, la veste meno informe della musica. Ed io scrivo perchè sono, scrivo perchè vivo, scrivo perchè provo piacere a leggere e perchè so che qualcun altro leggerà provando piacere. E' tutto molto egoistico, se vuoi. Tutto molto personale. E' fare l'amore con il mondo, con la lingua, con me stessa. E' amare la vita sopra ogni cosa, anche quando la prenderesti a calci. E' scrivere lo spettacolo del mondo che tutti si volteranno a guardare. Senza mezze misure, nel modo chiassoso che ho di dire le cose, di viverle, di amarle. Io ti uso, come tutte le cose, per sfamare la mia anima insaziabile. E ti userei comunque se non ne fossi cosciente, ti userei in mille declinazioni, in inglese, in francese, in spagnolo. Nella penombra e nell'umidità del sesso, così come nel vociare insistente della più squallida routine, senza nemmeno desiderare di toccarti o di guardarti di lontano. Tu non puoi farci niente. Perciò sorridi, non è l'Amore che mi spinge, se è questo che ti preoccupava. E' la curiosità di conoscere tutto, di vivere tutto, di non lasciare niente in sospeso, di indagare gli altri e vedere con i loro occhi, annusare con il loro naso, dormire al buio dei loro incubi o nel verde dei loro sogni. Perciò mi capirai se trovo affascinante la tua vasta prateria. Potrei raccogliere i gessetti e andare a disegnare su altro asfalto nuove icone, nemmeno te ne accorgeresti, se vuoi che sia così. Ed io mi abisserei senza rumore. Che sai di me, se non le poche cose che ti ho detto e che ancora si avvicinano al niente?! Ora che sono permalosa, questo si. February 26 Lacrime per Francesco e Salvatore
Lacrime dalla terra, lacrime dalla notte. Una pioggerella triste è tutto quello che mi resta. Perchè stasera ho perso le parole, perchè stasera non ho voglia di sognare; perchè ho sognato mille volte di essere madre ed oggi tremo di dolore. Come un pugno di anni fa, quando la terra si portò via per sempre tutti gli angeli da quel paese a cui ora mancano le risa dei bambini. Oggi a Gravina, in fondo al pozzo, scompaiono di nuovo quelle risa. Ciccio e Tore hanno tremato e pianto, di paura e freddo. Tutti i bambini temono il buio. Quanto è durata la loro notte? Dov'era Dio mentre morivano di fame e sete, mentre si succhiavano il dito, mentre gridavano e nessuno li sentiva...dov'era Dio? Forse la mano invisibile che gli ha chiuso gli occhi prima che potessero comprendere che nessuna madre, nè padre, nè zio, nè maestra di scuola o catechista, nè parroco o sacrestano li avrebbero sottratti alle fauci del buio e del freddo, ed infine la morte. Stanotte piango per voi, per questa sciagura senza senso. Per la tragedia di sapere le vostre vite così brutalmente interrotte. Non ho parole, davvero, soltrano lacrime per Francesco e Salvatore. February 25 Ipse dixit« Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto ad una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell'uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall'illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Dovremmo, per una sorta di scrupolo, rinunciare a ciò che i costumi del nostro tempo non ci vietano? In quante cose l'uomo ritorna sui suoi propositi, sulle sue azioni, e non dovrebbe farlo qui, dov'è in gioco tutto e non un dettaglio, dove si tratta non di questa o di quella condizione di vita, bensì della vita in tutto il suo complesso? » Johann Wolfgang von Goethe - Le affinità elettive
Non lasciamoci sedurre dal senso di conforto che da l'adeguamento alle più comuni forme di intendere la vita. Il qualunquismo non è mai una scelta edificante. Rischiate, gente! L'uniformità è noia pura, pensate ai colori. Pensate al tempo che perdiamo sforzandoci di somigliare gli uni agli altri, combattendo le leggi della genetica, combattendo le leggi dell'universo. Noi siamo. Diversi. C'è molta più bellezza nella difformità che nella serie infinita di fantocci tutti uguali che vogliamo a tutti i costi diventare. Emo, punk, tecnofolli, fighetti, paninari, dark, metallari... non potremmo semplicemente essere noi stessi, piuttosto che imporci un'identità scelta a caso tra le etichette disponibili? Oggi persino chi va controcorrente si sceglie un "gruppo" di appartenenza, come se fosse impossibile sostenere da soli il peso del vessillo della propria identità. -Bandiera bianca su ciò che siamo, dimentichiamoci di noi!- Io alzo un sopracciglio e resto ferma ad osservare. In un angolo, qualcuno scrive ancora una poesia ma si vergogna di se stesso e straccia il foglio. Subito dopo le note dell'ultimo singolo dei Tokio Hotel. Nella trincea dei sogni, quanti caduti. Nessuna medaglia al valore per aver tentato di sostenere un'opinione claudicante sotto i colpi dell'artiglieria. Abbiamo perso il coraggio di rischiare, o lo abbiamo confuso con uno spinello d'erba fumato nella penombra di uno squallido bar o nella mini cooper regalata da papà. Non lo vedete anche voi? E' così triste non riuscire più a dire a voce alta: - Io sono!- Caro amico ritrovato
Strano come la vita tolga per poi dare. Quando oramai nemmeno ci si pensava più. L'ultima volta che ti ho visto eri nel magazzino polveroso della mia memoria, seduto nel cantuccio delle "persone smarrite". La musica discreta dei tasti di avorio accompagnava quell'immagine un pò sbiadita, di un paio d'occhi indimenticabili. Non quelli scurissimi ed incerti con cui assistevi incredulo alle mie prime invenzioni di seduttrice improvvisata, ma quelli invisibili di un animo simile al mio, così sospeso nel limbo artistico della Musica e della Poesia. Anni dopo, non sono più incerta e nemmeno improvvisata. Si sono definiti i tratti di una personalità che ha trovato spazi nuovi da colmare con una moltitudine di sfaccettature che ti sono sconosciute. Ed allo stesso modo, che sorpresa scoprire come anche tu ti sei preso ed hai riempito i tuoi spazi. Del tempo trascorso rimane soltanto il dubbio. E' mai successo per davvero che abbiamo smesso di parlarci? -Si, è successo!- Il Petruzzelli, nel frattempo, ha subito una lenta opera di restauro, dopo quell'incendio che ne minò le solide fondamenta. - Riapre in Ottobre - questo mi hai detto tu. Dimmi se come i replicanti possiamo ancora calcare quelle scene. Non per rispolverare i vecchi copioni ma per tentare un'esperienza nuova. Dove ci sono le Romanze e le Poesie che fanno capolino dietro banali tentativi di fingerci un po' più umani. Dove potremmo parlarci chiaro e senza filtro. - Mi parli come se non ci fossero stati dodici anni di silenzio. - Non ci sono stati. Ci sono stati dodici anni di Musica, dodici anni di Poesia.
February 23 Amore sulle reti in seccaOssi di seppia: il mare è una bianca distesa di spuma. Ricordo -A me piaceva far la conta con le stelle!- La costa increspava di baci e castelli di sabbia: noi due addormentati come vele ammainate. Salerno,ammansita, tossisce di luci e nasconde il rumore dei miei passi di sale. Ricordi -Raccoglievi conchiglie e frammenti di perle.- S’arrestano in fila i bagliori del giorno, in bolle di luce e grumi sull’acqua. Sei tu ciò che resta di un sogno marino al vaglio del cuore. Inquieto, maldestro capitano con gli occhi in tempesta e la pelle -carta nautica- segnata dal sole del tuo lungo vagare. Se mi vorrai porto sarò per te banchina, a cui attraccare placido senza promessa di restare. E il tuo sorriso a schiacciarmi la carne e perle e conchiglie come in un vecchio rituale... che ci propizi il tempo per ritornare insieme ai buchi sulla spiaggia con l’acqua che stagnava. Ai corpi allacciati sotto una barca rovesciata e il caldo infernale di lune senza grilli. Ricordo -ci amavamo, nel fondo giaciglio di vecchie reti in secca!- Mujer muñeca °*° Donna di pezzaMujer muñeca, de soledad en tu cintura y pies desnudos. Amanecer, te narro el aire de tu sonrisa, la sangre hervida, entre tus ojos y el grano de pimienta... Tu los conoces, mujer muñeca, el canto del verano y el gemido del sauce de Babilonia,la cantilena con manos juntas y arrodillada,mujer maldita. Mujer lozana, tumbal, madera veteada de flores de lisios y pajarós, paraíso terrenal, mentira. Mujer muñeca, peinas los sueños antes de salir, llevas estrellas en los hombros; remenda un callado y silencioso si. Mujer de olvida, mujer que apartenece al juego, estas a la secunda mano y guarde un as en tu redondo escote. Eres solitaria como una calle que se interna en un bosque de sombras olorosas, luz, cierta como la roca desnuda. Eres tan silente sobre tu talón, blanco y liso, que la senda no sentencia el paso humano. Hada te llama las faltas, las agujas ermitañas, los pinochos, los capullos y las gotas de la madrugada. [precisazione: in italiano non pretende di essere musica, nata com’è per labbra andaluse e cuori gitani] Donna di pezza, di solitudine alla tua cintura e piedi nudi. Alba, ti narro l’aria del sorriso, il sangue caldo, tra i tuoi occhi ed il grano di pepe... Tu li conosci il canto dell’estate e il gemito del salice di Babilonia, la cantilena a mani giunte e inginocchiata, donna dannata. Donna marmorea, tombale, legno venato di fioralisi e passeri, paradiso terreno, bugia. Donna di pezza, pettini i sogni prima di uscire, porti le stelle sopra le spalle; rammendi un tacito e silenzioso si. Donna dimenticata, donna che appartieni al gioco, sei alla seconda mano e tieni un asso nella tonda scollatura. Sei solitaria come una strada che si interna in un bosco di ombre profumate, luce, certa come la roccia nuda. Sei tanto silenziosa sul tuo tallone, bianco e liscio, che il sentiero non riconosce il tuo passo come umano. Fata ti chiamano le assenze, gli eremiti pini, le pigne verdi, i bocci e le lacrime dell’aurora. February 22 Discorsi di NeveE le ali vibreranno, February 04 I keep bleeding...I will move on Tallon but my heart is stuck on You Are You sure I will survive without my heart? |
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