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April 18 GrazieE' gioia o dolore?
Entusiamo, paura, passione, angoscia, sorpresa, eccitazione...tutte le cose si fondono e si confondono. L'universo è imploso e non esistono più punti di riferimento da usare come alibi, nè convinzioni a cui appellarsi, nè maschere o punti mascherabili.
In piedi al centro di tutto rimane solo l'essenza. E batte i pugni, adesso.
E' il momento in cui i compromessi, le mezze verità, i ripieghi, la routine, le responsabilità e le abitudini cedono il passo a qualcosa di antico e possente. Tutto ciò che
è accessorio si annulla, scompare, si fa da parte. E non per una scelta razionale ma per l'impossibilità che questo non avvenga. Perchè è la natura delle cose, perchè è la mia natura. Posso ripetermi quanto voglio - ma lo voglio poi davvero? - che presto la percezione amplificata delle cose si attenuerà e senza accorgermene sarà tutto come prima.
Come quando?
Quando vaneggiavo di saper concepire un senso di appartenenza, senza mai rendermi conto che dentro di mè quello stesso senso di appartenenza era ad uno stadio molto più avanzato. Quando a me stessa dicevo quanto fosse affascinante la condizione di una slave, non soffermandomi affatto sull'aspetto meramente materiale della cosa, ma intravedendo un diverso livello di intendere e vivere le cose, così totale e irreversibile.
Un così totale senso di smarrimento non credevo fosse possibile per me, non credevo di avere la capacità di perdermi, di abbandonarmi, di donarmi in maniera proporzionale al mio desiderio di farlo. E questa non corrispondenza mi faceva soffrire. Alzati! E tutto cambia. Ride.
Sto in piedi e non mi sono chiesta il perchè. Sto in piedi come se fosse la prima cosa naturale che faccio nella vita. Sto in piedi e rido, sto in piedi e mi sento morire, sto in piedi e mi tremano le gambe. Mi mancano ancora le parole, ma non ne sento la mancanza, di nuovo quel silenzio lo vorrei perfetto ed indimenticabile. Brava. E poi un premio.
In ginocchio!
Sulle ginocchia piango, per il sollievo e per la gioia. Vorrei trovare la forza di parlare, ma stavolta prevale l'emozione. Il silenzio perfetto proprio ora che vorrei gridare!
Lo grida comunque ogni cellula del mio corpo, lo grida ogni battito del mio cuore. E batte, batte, più forte. Lo grida anche il mio silenzio, ma tu vuoi andare fino in fondo. E' notte, non abbastanza per interrompere questa sessione.
Chiedimi che cosa sei, se vuoi saperlo. E mi poni la domanda che vuoi che io ripeta. La voce mi trema e non la sto modulando. Questo tu lo sai. Mi tremano anche tutti i muscoli del corpo, mi sento nuda e indifesa, ma so che non potrebbe essere altrimenti.
Quando ho perso il controllo? non riesco a focalizzare un momento, forse perchè mentre ti scrivevo mi ero già messa nelle tue mani. Ancora mi sembra impossibile che accada proprio a me tutto questo e vorrei solo fermare il tempo, solo fermare il tempo. E piangere, piangere fino a esaurire ogni singola goccia d'acqua del mio corpo, piangere per queste sensazioni che si sono fuse insieme in qualcosa di sconcertante e nuovo.
Dal più profondo della mia (?) anima, ti ringrazio Padrone. April 17 Quei miei silenzi
E' notte. Non abbastanza fonda da scoraggiare il dialogo. E' una voce bellissima quella che parla. E parla. Dice. Il primo minuto è tutto stupore, ma per la prima volta nella vita non provo nessun imbarazzo. E' come se conoscessi già questo tipo di inflessione, l'accento, il modo che ha di disseminare le pause tra una parola e l'altra, tra un concetto e un altro, la risata, il silenzio. Io so chi sono, ma per un attimo la sua linea di pensiero fa tremare la mia stanza. La paura non è mai stata un freno inibitorio, per me. Ne ho sempre subito il fascino invece; come un piccolo motore a reazione mi ha spinta ad agire nei momenti in cui mancavo di coraggio. Sembra un controsenso, ma se mi guardo indietro vedo chiaramente che è così. Adesso, per un istante, ho paura. Non so bene di cosa, e come sempre rimango senza parole. E' una sensazione che amo, quando mi trovo di fronte a qualcosa di maestoso e sconosciuto, è una sensazione che non baratterei con niente altro al mondo. Paura forse è un termine forzato, direi che si tratta di timore reverenziale. Le parole si coagulano lungo la giugulare, formando un nodo che mi attanaglia il fiato, mi si svuota la mente di tutto. Vorrei che il silenzio fosse perfetto. Vorrei che l'ultimo treno non passasse, che i miei gatti in amore smettessero i loro lamenti gutturali, vorrei che cessasse anche il mio respiro. Se tutti i suoni scomparissero improvvisamente non rimarrebbe che la voce che mi parla e potrei sospenderla in un momento perfetto, uno di quegli attimi che richiamare alla memoria è come tessere una lode alla vita. Desidero questo silenzio perfetto che vorrei essere capace di ricreare per immortalare solo l'impronta della sua voce con tutta me stessa. L'attimo si conclude nel momento stesso in cui, dall'altro lato dell'universo bipolare che è l'unico che esiste per me in questo momento, questo silenzio viene frainteso o forse capito ma non condiviso. Oppure il mio interlocutore me ne vuole consciamente privare. Le mie parole risalgono a galla come fiori morti, mescolandosi senza una precisa logica, o con una logica incoerente che non saprei spiegare. Vorrei soltanto ascoltare, come se nulla esistesse a parte ciò che dice. Vorrei non dovere spezzare l'incanto della meraviglia. Ma non è per me che tutto questo sconvolgente potere si scatena, non è per il mio cuore che pure a lungo ha atteso un impatto così forte, non per le mie mani che non tremano per non spostare l'aria. Tutto questo inimitabile splendore, nella sua forma tanto accecante da intontire, forse non lo meriterei nemmeno. Ma detto tra di noi, davvero non mi importa. E' qui adesso e vorrei solo stare immobile al suo cospetto. Se solo me lo permettesse! I minuti a volte scorrono veloci come frecce. Mai come questi minuti, mai come stanotte. Forse mi sbaglierò su tante cose ma... Io so chi sono, ed ho desiderato di annullare tutto ciò che sono per quell' eterno istante. April 16 Il cuore caldo di neveHo scelto un nome per me stessa; ho battezzato la mia anima per riconoscerla più mia.
Nei giorni che precedettero l'evento meditai a lungo. Per definire me stessa, i miei alti e bassi, le mie colline, le mie valli e tutti i miei crateri, le grotte azzurre e gli strapiombi, le alture dove si rincorre l'eco, volevo una parola bianca ed abbagliante.
Una parola facile da ricordare, una che non si rimuove mai completamente.
Una di cui sentire la mancanza per lunghi mesi caldi e ritrovare dappertutto negli inverni freddi.
Volevo una parola che raccontasse insieme la purezza e la sensualità del mio essere donna, che rappresentasse i miei giochi di luce ed ombra e tutte le sfumature delle ore dei giorni e delle mie notti. Una parola, solo una, che sapesse raccontare della fragilità e della durezza del mio animo, di certi antri segreti dove manca l'aria e so che scapperesti, se solo non fossero così meravigliosamente nuovi e non avessi quella curiosità che hai di conoscere le cose ed imparare ad amarle.
Romeo&Giulietta mi ha insegnato che un nome è solo un nome, non cambia l'essenza delle cose, nè la rappresenta. Ne parlavamo ieri, il liguaggio è convenzione, la realtà un accordo. Eppure ho scelto un nome per me stessa, desiderando che un paio d'occhi leggessero la mia anima come un libro, vedendo in una sola parola tutto ciò che sono.
Tu hai guardato dritto verso la nudità della mia essenza, ieri notte. Mi hai raccolta ed osservata con l'attenzione che si dedica alle cose interessanti ed inaspettate. A quelle che, d'impatto e per caratteristiche, ci sembrano irrinunciabilmente da conoscere.
Ora che leggi mi hai appena sfiorata ed intuisci appena la complessità della struttura di tutti quei cristalli che mi porto dentro. Ti ho detto che entrerai nella mia anima ed io non alzerò barriere, se lo vuoi.
-Sei pronto per il lungo viaggio che ti attende?-
Rifletti: se all'inizio al tatto è fredda, quanto potrà bruciare, quando lo avrai raggiunto, il cuore caldo della neve?
*°#...immagine...
Ti vidi entrare, mentre le nebbie ritiravano l'abbraccio. Ho freddo - pensai - ma cominciavo a sciogliermi. Forse perchè, quando non te lo aspetti e d' improvviso si avvicinano dei passi, il primo istinto è sempre quello di guardare. Non mi voltai, comunque, perchè quella carezza sul selciato mi parve di conoscerla da sempre. Sulle ginocchia, da dove guardo il mondo, chinai la testa per gridare "ti ho riconosciuto" eppure stetti muta, perchè alle volte sono fronzoli persino le parole. Sentivo sulla schiena lo sguardo attento che leggeva tra le righe quello che non avrei voluto dirti ancora. Stendi la mano, se vuoi mi prenderai fino all'ultimo respiro.
March 03 BASTA!Sai che succede amica mia? February 29 Impressioni di Sirena
Nella mia teca come una sirena Bestia marina, poesia abissale -Gonfiami di richiami- Il primo bacio, d’assestamento -Canta sorriso pianto- Il cielo è lido di mongolfiere Nella mia teca come una sirena February 28 ...
ReStO cOsì, ImMoBiLe E mUtA aDoRo PeNsArE cHe ViVi nEgLi UlTiMi IsTaNtI m' AcCoRgO cHe AnCoRa AmO tE Poche parole quando è notte e tu mi stai lontano.- a Christian - Poche parole, perchè Eppure sei, così lontano, Può darsi che a noi spetti, Può darsi che noi due, stanchi Eppure sento, così vicino,
February 27 Ancora sulla poesia...
Lascia che ti spieghi cos'è per me la poesia, giacchè non ha niente a che vedere con te o con me. Nè con il fatto che per caso condividiamo qualche momento. La poesia è sopra tutte le cose e dentro, e fuori: è dappertutto. E' prima e dopo, e durante. C'è sempre stata mente non c'eri tu, nè io, nè noi. Perciò tranquillo, non ti spaventare, le cose che scrivo vivono di vita propria. Sono autonome di fare e disfare, disegnare ad acquerello e ad olio, su carta o tela. E persino con il fiato sopra i vetri. Se tu non esistessi, esisterebbero comunque le parole. E ti avrei comunque scritto. La poesia non ha tempo, nè spazio, nè forma. Ma è tutte le cose di tutti i tempi, la coniugazione universale di tutte le lingue, la parte che completa le canzoni, la veste meno informe della musica. Ed io scrivo perchè sono, scrivo perchè vivo, scrivo perchè provo piacere a leggere e perchè so che qualcun altro leggerà provando piacere. E' tutto molto egoistico, se vuoi. Tutto molto personale. E' fare l'amore con il mondo, con la lingua, con me stessa. E' amare la vita sopra ogni cosa, anche quando la prenderesti a calci. E' scrivere lo spettacolo del mondo che tutti si volteranno a guardare. Senza mezze misure, nel modo chiassoso che ho di dire le cose, di viverle, di amarle. Io ti uso, come tutte le cose, per sfamare la mia anima insaziabile. E ti userei comunque se non ne fossi cosciente, ti userei in mille declinazioni, in inglese, in francese, in spagnolo. Nella penombra e nell'umidità del sesso, così come nel vociare insistente della più squallida routine, senza nemmeno desiderare di toccarti o di guardarti di lontano. Tu non puoi farci niente. Perciò sorridi, non è l'Amore che mi spinge, se è questo che ti preoccupava. E' la curiosità di conoscere tutto, di vivere tutto, di non lasciare niente in sospeso, di indagare gli altri e vedere con i loro occhi, annusare con il loro naso, dormire al buio dei loro incubi o nel verde dei loro sogni. Perciò mi capirai se trovo affascinante la tua vasta prateria. Potrei raccogliere i gessetti e andare a disegnare su altro asfalto nuove icone, nemmeno te ne accorgeresti, se vuoi che sia così. Ed io mi abisserei senza rumore. Che sai di me, se non le poche cose che ti ho detto e che ancora si avvicinano al niente?! Ora che sono permalosa, questo si. February 26 Lacrime per Francesco e Salvatore
Lacrime dalla terra, lacrime dalla notte. Una pioggerella triste è tutto quello che mi resta. Perchè stasera ho perso le parole, perchè stasera non ho voglia di sognare; perchè ho sognato mille volte di essere madre ed oggi tremo di dolore. Come un pugno di anni fa, quando la terra si portò via per sempre tutti gli angeli da quel paese a cui ora mancano le risa dei bambini. Oggi a Gravina, in fondo al pozzo, scompaiono di nuovo quelle risa. Ciccio e Tore hanno tremato e pianto, di paura e freddo. Tutti i bambini temono il buio. Quanto è durata la loro notte? Dov'era Dio mentre morivano di fame e sete, mentre si succhiavano il dito, mentre gridavano e nessuno li sentiva...dov'era Dio? Forse la mano invisibile che gli ha chiuso gli occhi prima che potessero comprendere che nessuna madre, nè padre, nè zio, nè maestra di scuola o catechista, nè parroco o sacrestano li avrebbero sottratti alle fauci del buio e del freddo, ed infine la morte. Stanotte piango per voi, per questa sciagura senza senso. Per la tragedia di sapere le vostre vite così brutalmente interrotte. Non ho parole, davvero, soltrano lacrime per Francesco e Salvatore. February 25 Ipse dixit« Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto ad una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell'uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall'illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Dovremmo, per una sorta di scrupolo, rinunciare a ciò che i costumi del nostro tempo non ci vietano? In quante cose l'uomo ritorna sui suoi propositi, sulle sue azioni, e non dovrebbe farlo qui, dov'è in gioco tutto e non un dettaglio, dove si tratta non di questa o di quella condizione di vita, bensì della vita in tutto il suo complesso? » Johann Wolfgang von Goethe - Le affinità elettive
Non lasciamoci sedurre dal senso di conforto che da l'adeguamento alle più comuni forme di intendere la vita. Il qualunquismo non è mai una scelta edificante. Rischiate, gente! L'uniformità è noia pura, pensate ai colori. Pensate al tempo che perdiamo sforzandoci di somigliare gli uni agli altri, combattendo le leggi della genetica, combattendo le leggi dell'universo. Noi siamo. Diversi. C'è molta più bellezza nella difformità che nella serie infinita di fantocci tutti uguali che vogliamo a tutti i costi diventare. Emo, punk, tecnofolli, fighetti, paninari, dark, metallari... non potremmo semplicemente essere noi stessi, piuttosto che imporci un'identità scelta a caso tra le etichette disponibili? Oggi persino chi va controcorrente si sceglie un "gruppo" di appartenenza, come se fosse impossibile sostenere da soli il peso del vessillo della propria identità. -Bandiera bianca su ciò che siamo, dimentichiamoci di noi!- Io alzo un sopracciglio e resto ferma ad osservare. In un angolo, qualcuno scrive ancora una poesia ma si vergogna di se stesso e straccia il foglio. Subito dopo le note dell'ultimo singolo dei Tokio Hotel. Nella trincea dei sogni, quanti caduti. Nessuna medaglia al valore per aver tentato di sostenere un'opinione claudicante sotto i colpi dell'artiglieria. Abbiamo perso il coraggio di rischiare, o lo abbiamo confuso con uno spinello d'erba fumato nella penombra di uno squallido bar o nella mini cooper regalata da papà. Non lo vedete anche voi? E' così triste non riuscire più a dire a voce alta: - Io sono!- Caro amico ritrovato
Strano come la vita tolga per poi dare. Quando oramai nemmeno ci si pensava più. L'ultima volta che ti ho visto eri nel magazzino polveroso della mia memoria, seduto nel cantuccio delle "persone smarrite". La musica discreta dei tasti di avorio accompagnava quell'immagine un pò sbiadita, di un paio d'occhi indimenticabili. Non quelli scurissimi ed incerti con cui assistevi incredulo alle mie prime invenzioni di seduttrice improvvisata, ma quelli invisibili di un animo simile al mio, così sospeso nel limbo artistico della Musica e della Poesia. Anni dopo, non sono più incerta e nemmeno improvvisata. Si sono definiti i tratti di una personalità che ha trovato spazi nuovi da colmare con una moltitudine di sfaccettature che ti sono sconosciute. Ed allo stesso modo, che sorpresa scoprire come anche tu ti sei preso ed hai riempito i tuoi spazi. Del tempo trascorso rimane soltanto il dubbio. E' mai successo per davvero che abbiamo smesso di parlarci? -Si, è successo!- Il Petruzzelli, nel frattempo, ha subito una lenta opera di restauro, dopo quell'incendio che ne minò le solide fondamenta. - Riapre in Ottobre - questo mi hai detto tu. Dimmi se come i replicanti possiamo ancora calcare quelle scene. Non per rispolverare i vecchi copioni ma per tentare un'esperienza nuova. Dove ci sono le Romanze e le Poesie che fanno capolino dietro banali tentativi di fingerci un po' più umani. Dove potremmo parlarci chiaro e senza filtro. - Mi parli come se non ci fossero stati dodici anni di silenzio. - Non ci sono stati. Ci sono stati dodici anni di Musica, dodici anni di Poesia.
February 23 Amore sulle reti in seccaOssi di seppia: il mare è una bianca distesa di spuma. Ricordo -A me piaceva far la conta con le stelle!- La costa increspava di baci e castelli di sabbia: noi due addormentati come vele ammainate. Salerno,ammansita, tossisce di luci e nasconde il rumore dei miei passi di sale. Ricordi -Raccoglievi conchiglie e frammenti di perle.- S’arrestano in fila i bagliori del giorno, in bolle di luce e grumi sull’acqua. Sei tu ciò che resta di un sogno marino al vaglio del cuore. Inquieto, maldestro capitano con gli occhi in tempesta e la pelle -carta nautica- segnata dal sole del tuo lungo vagare. Se mi vorrai porto sarò per te banchina, a cui attraccare placido senza promessa di restare. E il tuo sorriso a schiacciarmi la carne e perle e conchiglie come in un vecchio rituale... che ci propizi il tempo per ritornare insieme ai buchi sulla spiaggia con l’acqua che stagnava. Ai corpi allacciati sotto una barca rovesciata e il caldo infernale di lune senza grilli. Ricordo -ci amavamo, nel fondo giaciglio di vecchie reti in secca!- Mujer muñeca °*° Donna di pezzaMujer muñeca, de soledad en tu cintura y pies desnudos. Amanecer, te narro el aire de tu sonrisa, la sangre hervida, entre tus ojos y el grano de pimienta... Tu los conoces, mujer muñeca, el canto del verano y el gemido del sauce de Babilonia,la cantilena con manos juntas y arrodillada,mujer maldita. Mujer lozana, tumbal, madera veteada de flores de lisios y pajarós, paraíso terrenal, mentira. Mujer muñeca, peinas los sueños antes de salir, llevas estrellas en los hombros; remenda un callado y silencioso si. Mujer de olvida, mujer que apartenece al juego, estas a la secunda mano y guarde un as en tu redondo escote. Eres solitaria como una calle que se interna en un bosque de sombras olorosas, luz, cierta como la roca desnuda. Eres tan silente sobre tu talón, blanco y liso, que la senda no sentencia el paso humano. Hada te llama las faltas, las agujas ermitañas, los pinochos, los capullos y las gotas de la madrugada. [precisazione: in italiano non pretende di essere musica, nata com’è per labbra andaluse e cuori gitani] Donna di pezza, di solitudine alla tua cintura e piedi nudi. Alba, ti narro l’aria del sorriso, il sangue caldo, tra i tuoi occhi ed il grano di pepe... Tu li conosci il canto dell’estate e il gemito del salice di Babilonia, la cantilena a mani giunte e inginocchiata, donna dannata. Donna marmorea, tombale, legno venato di fioralisi e passeri, paradiso terreno, bugia. Donna di pezza, pettini i sogni prima di uscire, porti le stelle sopra le spalle; rammendi un tacito e silenzioso si. Donna dimenticata, donna che appartieni al gioco, sei alla seconda mano e tieni un asso nella tonda scollatura. Sei solitaria come una strada che si interna in un bosco di ombre profumate, luce, certa come la roccia nuda. Sei tanto silenziosa sul tuo tallone, bianco e liscio, che il sentiero non riconosce il tuo passo come umano. Fata ti chiamano le assenze, gli eremiti pini, le pigne verdi, i bocci e le lacrime dell’aurora. February 22 Discorsi di NeveE le ali vibreranno, February 04 I keep bleeding...I will move on Tallon but my heart is stuck on You Are You sure I will survive without my heart? November 28 La ragazza ed il mareLa ragazza sta in piedi sulla riva, i suoi capelli corvini scintillano nel tramonto scarlatto. I suoi piedi nudi, solleticati dalla rena bagnata; la sua pelle baciata dal soffio del vento. Sta in piedi come un giunco profumato, il suo profumo di violacciocca riempe l'aria. I suoi occhi puntati sul mare, innamorati, guardano attraverso quel blu, scrutando la profondità della sua affezione. Sorride, anche se i suoi occhi sono pieni di lacrime, perchè quando piange, lei piange per gioia o per disperazione. Cammina verso le onde, il sale dell'acqua si mescola al sale delle sue lacrime. La marea circonda le sue anche, le sue sete fluttuano sull'acqua come ninfee peccaminose, lei trema e si delizia del tocco liquido di quella mano d'acqua tra le sue cosce nude. E' sospesa in quell'attimo di eterno, può fare di Te ciò che vuole: dormire sul Tuo corpo, baciando ogni segno del tempo o della guerra, baciando la Tua anima dominante nel Suo sonno, asciugando i Tuoi incubi, facendo l'amore con il Tuo Ego, cancellando la possibilità di un rifiuto, sentendosi l'essere più bello di Gor, accarezzando l'idea di possedere una parte di Te come Tu di lei possiedi ogni cosa. La ragazza serra i suoi occhi, mentre sente il freddo dell'acqua penetrare nel suo profondo. Sulla sua testa il cielo ha estinto le ultime gocce di luce. Cammina sulla sabbia e pensa al suo nome: --neve, mi chiamo, mi chiedo perchè non posso essere così fredda.-
November 21 The girl and the sea
Her naked toes tickled by the awash sand; her skin kissed by the blowing of the wind. She stands as a galingale, while her scent of gillyflower fills the air. Her eyes are pointed on the sea, lovesick, seeing astride that blue, sweeping the deepness of her affection. She smiles altough her eyes are filled with tears, cause when she cries, she uses to cry of joy or desperation. She walks toward the waves, the salt water mashes the salt of her tears.
The tidewater surrounds her haunches, her silks floating on the water as sinful water lilies, she shivers and indulges in the touch of that liquid hand among her naked legs. She is suspended in that moment of eternity, she can do of You whatever she wants: she can sleep over Your body, kissing each sign of time and fights, kissing the sleeping dominant soul, draining Your nightmares, making love to Your ego, cancelling the possibility of a reject, feeling the most beautiful being on Gor, caressing the idea to own a part of You as You own her completely. The girl stares her eyes, as the cold of the water penetrates her deeply. Over her head the sky has extinguished the last drops of light. She steps on the sand andthinks to her name: - neve, is my name. It means snow. I wonder why I could not be so cold- |
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